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Notte prima degli esami

Martedì al termine dello scritto di lingua mi si avvicina timidamente K.una mia allieva. È una delle migliori che ho, studiosa per amor di cultura, ma anche curiosa e interessata al mondo che la circonda. Ha già le idee chiare su cosa vuole fare nel futuro e in più… è bellissima!  Mi chiede informazioni generiche che, una volta avute, la fanno annuire senza spostarsi. Prende tempo. Si guarda intorno. Capisco che sta succedendo e decido di scioglierle subito i brutti pensieri. -Hai paura degli esami orali K.? Spalanca gli occhi azzurri, quasi incredula che le avessi letto nella mente. -Sì, prof, da morire, sono terrorizzata! La capisco. Lo scritto è una cosa diversa. Sei solo tu e il foglio, con i tuoi tempi e il tuo modo di fare le cose. L’orale, dove hai tempo limitato (che non basta mai eppure a volte ti sembra infinito) e sei lì davanti a delle persone a cercare di dimostrare qualcosa è emozionante, ma terribile! -Cosa ti fa paura? -Tutto! È un misto di ansia, agitazione, voglia di far ben…

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